A+ A- Re
Cavie e test alternativi, Europarlamento prudente PDF Stampa E-mail
Scritto da Fiorella Anzano   

Animali usati come cavie, piccoli cuccioli che nascono, crescono e muoiono, spesso in situazioni traumatiche nei laboratori di ricerca. A tutto questo l’Europarlamento sta cercando di porre alcune limitazioni, pur nel rispetto della ricerca scientifica, la cui importanza deve essere salvaguardata. Sono circa 12 milioni ogni anno, solo nel continente europeo, gli animali utilizzati per esperimenti di laboratorio, di questi 10 milioni sono scimmie ed altri primati. Pur condividendo l’importante lavoro di studiosi e ricercatori, vi devono essere degli obiettivi di massima da perseguire per ridurre la sofferenza delle cavie: metodi più ‘umani’ durante la macellazione, stop alla caccia delle foche e maggiore regolamentazione in merito ai test di laboratorio.

Un problema etico di non poco conto e sul quale ormai il dibattito è acceso e contrappone spesso animalisti ed esponenti della comunità scientifica, è innegabile l’importanza dello studio sulle cavie per la ricerca di cure a patologie quali l'alzheimer, il morbo di Parkinson, l'Aids, la tubercolosi, l'epatite, la Sars, la malaria ed alcune gravi forme di cancro. D’altra parte è ormai dimostrato che tutti gli animali provano dolore, i primati in special modo, perché più vicini all’uomo per corredo genetico e dotati di capacità cerebrali molto sviluppate.

Una tendenza che si sta affermando da qualche anno in sede comunitaria consiste nell’utilizzo di test alternativi alla sperimentazione sugli esseri viventi, questa nuova tecnica però solleva non poche polemiche poiché riduce comunque l’efficacia della ricerca e lo spettro di azione di un esame. La relazione presentata al Parlamento infatti giudica i tempi non maturi, pur condividendo l’obiettivo finale della Commissione che vorrebbe totalmente proibire l’uso di animali nelle sperimentazioni scientifiche.

Ben vengano i metodi alternativi ma questi, come ogni nuova tecnica utilizzata, hanno bisogno di fasi di analisi e di raffinamento, attualmente siamo ancora troppo indietro e si rischierebbe di penalizzare la ricerca a vantaggio di altri Paesi come gli Stati Uniti e l’Asia, la cui sensibilità nei confronti degli animali è molto ridotta.

L’accordo per ora raggiunto dai deputati è di non utilizzare i grandi primati in via di estinzione come scimpanzé, gorilla e orango tango. In merito agli altri test di laboratorio, la Comunità internazionale si raccomanda un utilizzo delle cavie con limiti più restrittivi, ampliano i margini di sofferenza da rispettare e considerando gli animali come esseri viventi, limitando quindi, nel rispetto della ricerca, un eccessivo accanimento su questi ultimi.

Se vuoi contribuire a questo approfondimento, vieni a trovarci sul sito www.associazioneomega.org.

 
Design by Next Level Design / Script by Joomla!

Das hier verwendete Bild ist von Albrecht E. Arnold zum kostenlosen Download bei Pixelio zur Verfügung gestellt worden.